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Le pro loco, proprio per la loro natura di associazioni turistiche e di promozione sociale, posseggono un’attitudine particolare nell’organizzare sagre, feste laiche e religiose, rievocazioni storiche ecc. Avviene così in tutta Italia.
 | Mettere su una manifestazione che coinvolge l’intera comunità, come una festa patronale ad esempio, non è affatto semplice.
Da semplici spettatori si cade subito nella tentazione di giungere a giudizi affrettati: i fuochi “sono durati poco”, il “cantante” non è abbastanza famoso… nessuno di noi può dire di non aver mai criticato un aspetto di queste feste. Ma quando si prova ad entrare nella macchina organizzativa, ci si rende subito conto che i problemi da affrontare sono diversi e spinosi. | | "Fuochi d'artificio" di Ketty Miglionico |
Prima di tutto le disponibilità economiche: quanti soldi si hanno a disposizione, quanti ne ha impegnati l’Amministrazione comunale, quanti sono stati offerti dagli sponsor. Bisogna far quadrare il bilancio e quando altro non si può fare…accontentarsi di artisti non proprio in voga o di spettacoli pirotecnici non così spettacolari. Poi ci sono le spese organizzative, il grafico, la tipografia, ecc. ecc. Ancora, vanno richieste ed ottenute varie autorizzazioni amministrative, vanno fatte comunicazioni alle Forze dell’Ordine e a tutti i soggetti pubblici coinvolti. Una pro loco, nell’organizzare un evento incontra tutte queste difficoltà. Ma ha delle carte in più da giocare: · il circuito delle pro loco, innanzitutto, che le fornisce strumenti e know how; · la propria struttura democratica, che permette la partecipazione dei soci in Assemblea, attraverso la discussione sulle scelte da fare e le decisioni da prendere; · l’assoluto divieto di distribuire ai soci eventuali proventi delle attività esercitate e l’obbligo di impegnare eventuali avanzi di amministrazione per le attività istituzionali dell’anno successivo, che determinano un circolo virtuoso, per cui più una pro loco è impegnata con successo sul territorio, più può acquisire risorse per le proprie attività istituzionali, più diventa capace di operare efficacemente. · C’è poi un altro fattore che fa davvero la differenza: la programmazione. Se è un solo ente a programmare e coordinare gran parte degli eventi culturali e sociali riguardanti un determinato territorio, il risultato sarà sicuramente una più ampia visione d’insieme e ad una più larga partecipazione dei soggetti, siano essi privati, associazioni o Istituzioni, con immaginabili vantaggi per la vita culturale, civile ed economica del luogo.
Per questo è importante per un paese, piccolo o grande che sia, avere una pro loco. La Pro Loco San Giovanni Rotondo, subito dopo la propria costituzione, avvenuta il 18 dicembre 2006, ha manifestato all’Amministrazione comunale la disponibilità nella pianificazione ed organizzazione di eventi di vario tipo che riguardino la nostra terra. Ed infatti, in poco più di un anno la nostra pro loco ha organizzato: · Carnevale sangiovannese 2007; · Calendario dell’ estate sangiovannese 2007 (abbiamo riunito, anche se molto tardi, perché l'incarico ci è stato dato in estate inoltrata) in un unico calendario tutti gli appuntamenti estivi, e abbiamo noi stessi programmato 5 serate di teatro e musica); · Festa patronale di Santa Maria delle Grazie (8-10 settembre 2007); · Natale sangiovannese 2007; · Carnevale sangiovannese 2008.
L'obiettivo che per la sua opportunità e urgenza si rivela il più importante di tutti è comunque la programmazione degli eventi estivi: senza di essa non saremo mai in grado di offrire un'immagine di città moderna e culturalmente viva, e soprattutto non potremo far conoscere ai turisti i motivi per restare a San Giovanni uno o due giorni in più. |