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Oggi si è concluso, in tarda mattinata, lu scasamento della vesteiama. In un tempo oramai lontano, in compagnia dei propri animali e dei fedelissimi cani maremmani, dall’Abruzzo alla Puglia e viceversa, gli allevatori viaggiavano per circa due settimane, affinché il bestiame avesse sempre a disposizione pascoli freschi ed abbondanti. Anche senza fermarsi, i pastori consumavano quel cibo frugale, che li sosteneva durante il lungo tragitto. Un poco di pane raffermo, del cacio e na lanza de musciscka: lo stretto necessario per poter sostenere, fino alla fine, il peso di questo rito antico: la transumanza. Un cammino lungo e faticoso, irto di pericoli e pregno di tante incognite, un dosare ragionevole di forze e di energie, perpetuato allo scopo unico di sopravvivere, nel ricordo atavico delle consuetudini tramandate da padre in figlio. Cercando di ripercorrere i tratturi migliori - quelli da 60 passi (111 m) per intenderci - la cui manutenzione e sicurezza erano a carico dei Comuni, le genti ed il bestiame, in totale armonia, affrontavano giornate e agenti atmosferici, con uno spirito indomito, fino a destinazione. Anche quest’anno due famiglie di allevatori, Placentino Salvatore e Giovanditto Francesco, che da anni portano avanti con grandi sacrifici questa tradizione secolare, hanno terminato prima dell’arrivo della calura estiva il trasloco del bestiame. L’una da Puntone Longo, in agro di San Giovanni Rotondo, l’altra da San Nicandro Garganico, per Bosco Spigno, fino alla meta tanto ambita: Monte Calvo, ove resteranno sino all’autunno, prima della comparsa del freddo invernale. San Giovanni Rotondo, domenica 29 maggio 2011 Angelo Marino Galleria fotografica su: http://www.sangiovannirotondonet.it/content/view/4322/31 |