Ostensione San Pio PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
venerd́ 25 aprile 2008

 Padre Pio,

nella cripta

la commozione dei fedeli

Articolo di Luisa Amenduni,
 del 25.04.2008,

SAN GIOVANNI ROTONDO (FOGGIA)

E' nella cripta che il cuore dei fedeli batte forte: il corpo di Padre Pio, il 'gigante della fede', 'il frate delle stimmate', è lì davanti ai loro occhi. E per chi crede questo è il momento della grande commozione. Viene dimenticata l'attesa per entrare, stipati tra le transenne, mentre il forte vento costringe tutti a infilare i berretti anche in questa seconda giornata di ostensione. E viene dimenticato anche il viaggio, spesso molto lungo, in pullman o in treno, che si ha alle spalle. Si parla con il vicino di fila per raccontarsi esperienze e storie di vita, spesso molto tristi: ognuno narra di piccoli miracoli ricevuti, altri della grazia che intendono chiedere, altri ancora della vita che è stata loro risparmiata dal santo quando tutto lasciava presagire il peggio.  

Si stringono strane amicizie nel nome di Padre Pio a San Giovanni Rotondo: tra i fedeli, con i Frati cappuccini che sembrano svolazzare da un lato all'altro del piazzale del Santuario e della nuova chiesa progettata da Renzo Piano, con gli albergatori, felici di veder finalmente le loro strutture piene (nel Comune garganico ci sono 9.000 posti letto e sono tutti occupati in questo week-end).  

E a chi parla solo di un grande 'business', sono i fedeli a rispondere pronti: "Per noi Padre Pio è come un amico speciale. Che male c'é se compriamo sue immagini? O dormiamo a San Giovanni per poterlo pregare?". Ma ai fedeli frate Antonio Belpiede, il portavoce dei Frati Cappuccini, vuole comunque raccomandare: "Chi vuole vendere reliquie è un truffatore, non ci sono reliquie". Una cosa è certa: sbirciando e ascoltando i devoti in fila quando viene pronunciata la parola Padre Pio gli occhi si illuminano. "Essere qui oggi - afferma in inglese una giapponese - è per me un grande momento di felicità". La fila è composta: è ordinata sia quella dei non prenotati che seguono il percorso rosso, sia quella delle persone che hanno prenotato, che seguono il percorso verde. Non ci sono intoppi. Nessuno reclama. Nessuno si lamenta. "Vengo da Milano - dice una signora - sono arrivata stamattina senza prenotare e fra poco, dopo neanche tre quarti d'ora di fila riuscirò ad entrare". Nella cripta, adornata con rose gialle e color pesca, infine, l'ordinato, veloce, incessante, passaggio dei fedeli davanti all'urna in cristallo che contiene le spoglie di Padre Pio, nella cripta della chiesa di Santa Maria delle Grazie.  

I fedeli, nel secondo giorno di ostensione, lasciano ai piedi del reliquiario del maestro Goudji, alto da terra due metri e dieci e pesante circa 600 chili, fiori, fotografie di persone care, lettere, bigliettini, monetine e banconote di vario taglio, anche da 50 euro. C'é poco tempo per pregare davanti all'urna: i fedeli passano semplicemente senza sostare. Riescono solo in un attimo fuggente a immortalare questo momento attraverso uno scatto fatto col telefono cellulare o con le macchine fotografiche. Altri riescono a deporre le offerte o le foto dei propri cari, o i fiori o i messaggi scritti diretti al santo, oltre il vetro che protegge l'area in cui è situato il reliquiario il cui piedistallo è formato da quattro colonne che rappresentano i quattro Evangelisti. Il basamento rappresenta invece la Gerusalemme celeste con le sue dodici porte.  

Le gemme incastonate ricordano le dodici pietre, citate dall'Apocalisse, come fondamento della Gerusalemme celeste. Il baldacchino che protegge il corpo del santo è composto da dieci colonne sormontate da capitelli in argento, ciascuno con una colomba in rilievo (riferimento a San Francesco di Assisi). Unica perplessità, quella maschera in leggero silicone posta sul viso del santo: "E' stata una decisione - spiega ancora una volta il portavoce dei Frati, Antonio Belpiede - presa per ricordare Padre Pio così com'era e abbiamo pensato anche ai bambini che avrebbero visto le spoglie". E i bambini che, accompagnati dai genitori visitano il Santuario sono tanti, tanti anche i giovani: "Sentiamo il bisogno di tutto questo - dice Marco, 19 anni, giunto dalla Calabria da solo - Abbiamo bisogno di riscoprire sentimenti e emozioni".

 
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